Ricetta dello spritz con Aperol: ghiaccio, prosecco, Aperol e soda nell'ordine giusto

Ricetta dello spritz: 90 ml di prosecco, 60 ml di Aperol, uno spruzzo di soda, ghiaccio fino all'orlo e mezza fetta d'arancia. Ordine, storia e varianti.

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Francesco Ieriti· 22 set 2026· 8 min di lettura
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Ricetta dello spritz con Aperol: ghiaccio, prosecco, Aperol e soda nell'ordine giusto

Chi non ha mai sorseggiato uno spritz? È il long drink più famoso d'Italia insieme al Negroni e all'Americano, il protagonista del rito dell'aperitivo dalle piazze del Veneto ai tavolini di Roma. Nella nostra cucina di Piazza Margana 22 è il primo bicchiere del corso spritz e spaghetti: lo versiamo mentre l'impasto degli spaghetti riposa, e da lì in poi la classe cambia ritmo.

La ricetta dello spritz è corta e non lascia spazio all'improvvisazione: 90 ml di prosecco, 60 ml di Aperol, uno spruzzo di soda, ghiaccio fino all'orlo e mezza fetta d'arancia. Tre, due, uno. È la ricetta ufficiale, la stessa che l'International Bartenders Association ha messo tra i cocktail riconosciuti nel 2011, e tutto quello che c'è da imparare sta nell'ordine con cui i tre liquidi entrano nel bicchiere e in quanto ghiaccio ci metti prima. Qui sotto la versione che prepariamo in classe, con la storia, gli errori che vediamo ogni settimana e cosa portare in tavola accanto al bicchiere.

Ingredienti dello spritz per un bicchiere

Lo spritz si fa un bicchiere alla volta, direttamente nel calice, e le dosi sono queste:

  • 90 ml di prosecco, secco, brut o extra dry, appena tolto dal frigo
  • 60 ml di Aperol, anche lui freddo di frigo
  • una spruzzata di soda o di acqua molto frizzante, freddissima
  • mezza fetta di arancia, sottile, con la buccia
  • ghiaccio a cubetti grandi, abbastanza da riempire il calice fino all'orlo, più un paio di cubetti per rabboccare

La proporzione è tre parti di prosecco, due di Aperol, una di soda: 9, 6 e 3 cl. Se prepari per un tavolo, la regola si moltiplica senza cambiare: una bottiglia di prosecco da 75 cl fa otto spritz, e per otto spritz servono 48 cl di Aperol, cioè poco meno di una bottiglia da 70. Il ghiaccio, invece, non si moltiplica mai per difetto: è l'ingrediente su cui tutti risparmiano ed è quello che fa la differenza tra il bicchiere del bar e quello di casa.

Da spritzen al cocktail ufficiale: la storia dello spritz

Lo spritz nasce nell'Ottocento nel Regno Lombardo-Veneto. Le truppe dell'impero austriaco di stanza in Veneto trovavano i vini locali troppo forti per il loro palato e chiedevano di allungarli con una spruzzata di acqua frizzante: spritzen, in tedesco, vuol dire proprio spruzzare. Quel bicchiere di vino bianco allungato con il seltz è il primo spritz, e a Venezia lo chiamano ancora così.

L'amaro arriva dopo. L'Aperol viene creato a Padova nel 1919 dai fratelli Barbieri, con arancia, rabarbaro, genziana e china in una ricetta che l'azienda tiene ancora segreta. L'incontro tra il vino allungato e il bitter arancione avviene a metà del secolo scorso, e da lì il matrimonio è fatto: prosecco, Aperol e soda sul ghiaccio diventano la ricetta che tutti intendono quando dicono spritz. Nel 2011 l'IBA, l'associazione internazionale dei bartender, lo inserisce tra i cocktail ufficiali con le dosi del 3-2-1. Accanto alla versione con l'Aperol esiste da sempre quella con il Campari, più secca e più amara, che in Veneto molti preferiscono; il nome resta lo stesso, cambia il colore.

Come si prepara lo spritz, passo dopo passo

Il calice, pieno di ghiaccio. Prendi un calice da vino, non un bicchiere basso, e riempilo di cubetti fino all'orlo. Sembrano troppi e non lo sono: il ghiaccio che riempie il bicchiere si scioglie piano e tiene il drink freddo, quello che resta sul fondo si scioglie in pochi minuti e trasforma l'ultimo terzo in acqua arancione.

Prima il prosecco. Versa i 90 ml sul ghiaccio, lasciandoli scendere tra i cubetti, così la schiuma si posa. Le bollicine sono quelle che portano in giro l'amaro dell'Aperol, quindi conta più una bottiglia appena aperta che una bottiglia costosa.

Poi l'Aperol. I 60 ml versati sopra il prosecco scendono tra i cubetti e colorano il bicchiere dal basso verso l'alto: quella discesa lenta mescola il drink senza bisogno del cucchiaio.

Per ultima la soda, poi ancora ghiaccio. Una spruzzata breve di soda o di acqua molto frizzante, e se il livello del ghiaccio è sceso sotto l'orlo, uno o due cubetti in più. Mescola delicatamente con lo stirrer, il cucchiaio lungo da bar: due giri, non dieci, altrimenti il gas se ne va.

Mezza fetta d'arancia, e si beve. Spingila tra i cubetti, con la buccia verso il vetro, e servi subito, finché il calice è ancora appannato fuori. Lo spritz non si conserva: si prepara e si beve.

Gli errori che correggiamo in classe: ordine, ghiaccio e bicchiere

La domanda che sentiamo più spesso durante il corso è perché lo spritz fatto a casa non sa di quello del bar. La risposta, quasi sempre, è una di queste tre.

L'Aperol versato per primo è l'errore più comune, perché è la bottiglia che si prende per prima. L'Aperol è più denso del prosecco: messo sul fondo resta lì in uno strato sciropposo che il vino non solleva mai del tutto, il primo sorso è dolce e l'ultimo è prosecco e basta. Prima il prosecco, poi l'Aperol: scende da solo e si mescola strada facendo.

Il ghiaccio è il secondo. Si mettono due o tre cubetti per paura di annacquare il drink, ed è esattamente il contrario: poco ghiaccio in molto liquido si scioglie in fretta e annacqua tutto in cinque minuti, un calice pieno fino all'orlo tiene la temperatura e si scioglie piano. Cubetti grandi, appena usciti dal freezer, bicchiere pieno.

Il bicchiere è il terzo. Un tumbler va bene se non c'è altro, ma il calice con lo stelo tiene la mano lontana dal liquido e lascia alle bollicine lo spazio per salire. Dieci minuti in freezer, se c'è posto. E l'arancia va dentro il bicchiere, non appesa al bordo: tra i cubetti profuma il drink, sull'orlo profuma il naso e nient'altro.

Soda, sifone o acqua frizzante, e le varianti che valgono la pena

La soda è acqua gassata con un pizzico di minerali, e il modo classico di averla è il sifone. Se non ce l'hai, non è un problema: si trova al supermercato anche in versione monouso, e in alternativa una buona acqua minerale molto frizzante fa lo stesso lavoro, purché sia freddissima. Da evitare l'acqua tonica, che porta zucchero e chinino suoi e trasforma lo spritz in un altro drink.

Sul vino, la variante più diffusa e più antica è il vino bianco fermo al posto del prosecco: è lo spritz delle origini, quello del bicchiere allungato con il seltz, e si prepara con le stesse dosi. Fuori dall'Italia funziona qualsiasi spumante secco purché sull'etichetta ci sia scritto brut o extra dry, un cava o un crémant; tutto ciò che è dolce o demi-sec appesantisce il bicchiere.

Sull'amaro, con il Campari lo spritz diventa più secco e più deciso; con il Select, il bitter veneziano, e un'oliva verde al posto dell'arancia, hai la versione dei bacari di Venezia. Anche la guarnizione ammette alternative: una fetta di limone al posto dell'arancia dà un bicchiere più fresco, l'oliva verde lo rende più salato e più da aperitivo. Le dosi restano le stesse.

Cosa mangiare con lo spritz

Lo spritz è nato per l'aperitivo e l'aperitivo si fa con qualcosa sotto i denti. Gli abbinamenti che funzionano meglio sono quelli salati e non troppo grassi: salumi, formaggi poco stagionati, frutta secca come mandorle, arachidi, anacardi e nocciole, patatine e popcorn se l'aperitivo è informale. Le olive verdi dolci sono da sempre la compagnia perfetta del bicchiere arancione.

Con il pesce va benissimo: salmone, baccalà mantecato, polpo e crostacei tengono testa all'amaro dell'Aperol senza coprirlo. Data l'origine veneta del drink, una selezione di cicchetti veneziani, dalle sarde in saor al baccalà mantecato ai folpetti, è l'abbinamento più coerente che ci sia. E con la verdura? Sì: un pinzimonio di carote, sedano e finocchio, o piatti sfiziosi a base di spinaci, zucchine e melanzane.

Nella nostra cucina lo spritz apre una serata che finisce a tavola con la pasta: gli spaghetti alla Nerano con le zucchine fritte e il provolone, o gli spaghetti con le polpette al sugo. Il primo bicchiere accompagna l'impasto, il secondo arriva quando gli spaghetti sono in tavola.

Dove imparare lo spritz a Roma

Nella nostra cucina di Piazza Margana 22, in pieno centro, a due passi da Piazza Venezia. Il corso spritz e spaghetti è un aperitivo con le mani in pasta: si tira la pasta fresca all'uovo, si tagliano gli spaghetti sulla chitarra, si cucinano due ricette italiane con lo chef e nel frattempo si impara a versare lo spritz nell'ordine giusto, con il ghiaccio giusto. Alla fine ci si siede e si mangia quello che si è cucinato.

La versione privata è per un gruppo che vuole la cucina per sé, con ricette personalizzabili e la stessa sequenza. Le classi condivise si tengono in inglese; per farla in italiano o in spagnolo si prenota una sessione privata, e la lingua si sceglie al momento della prenotazione. Gli altri corsi sono nella pagina corsi di cucina.

Dettagli ricetta

L'aperitivo che versiamo nella nostra cucina di Piazza Margana 22 mentre l'impasto degli spaghetti riposa. Una regola sola, il 3-2-1 scritto dall'IBA e dalla stessa Aperol: tre parti di prosecco, due di Aperol, una di soda, cioè 9, 6 e 3 cl, in un calice da vino riempito di ghiaccio prima che entri qualsiasi liquido. Prima il prosecco, poi l'Aperol, la soda per ultima, mezza fetta d'arancia e due giri di cucchiaio. Niente shaker, niente dosi a occhio.

Porzioni1
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Preparazione2 min
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Cottura0 min
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Totale2 min
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Calorie180 kcal
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DifficoltàFacile
Aperol Spritz

Preparazione

1

Riempi il calice di ghiaccio

Prendi un calice da vino, con la coppa larga e lo stelo, così la mano non scalda mai il bicchiere, e se puoi mettilo prima in freezer. Riempilo fino all'orlo con cubetti grandi, cinque o sei: il calice mezzo vuoto è l'errore più frequente che vediamo, perché poco ghiaccio si scioglie in fretta e annacqua tutto. Quando i cubetti arrivano al bordo e il vetro si è appannato fuori, si può versare.

2

Versa 9 cl di prosecco

Versa 9 cl di prosecco sopra il ghiaccio, piano, lasciandolo scendere tra i cubetti. La bottiglia resta in frigo fino a quel momento e si stappa subito prima: sono le bollicine a portare l'amaro dell'Aperol in tutto il bicchiere, e un prosecco che ha perso il gas dà uno spritz piatto e zuccheroso. Le prime volte usa il misurino. Dopo, guarda dove arriva il livello nel tuo calice e ricordatelo: ogni bicchiere è diverso, e il misurino non sbaglia mai.

3

Aggiungi 6 cl di Aperol e 3 cl di soda

Aggiungi 6 cl di Aperol versandolo sopra il prosecco. Guardalo scendere attraverso il ghiaccio e colorare il bicchiere dal basso: quella caduta lenta è ciò che mescola il drink senza cucchiaio. Poi completa con 3 cl di soda freddissima, uno spruzzo breve da una bottiglia appena aperta. La soda serve a diluire e alleggerire, non a riempire il bicchiere: oltre i 3 cl lo spritz comincia a sapere di bibita.

4

Arancia, due giri di cucchiaio, in tavola

Se il ghiaccio è sceso sotto l'orlo, aggiungi 1 o 2 cubetti. Spingi mezza fetta sottile di arancia tra i cubetti, con la buccia verso l'esterno, e fai due giri delicati dal fondo con un cucchiaio lungo. Due giri, non dieci: agitare o mescolare in fretta caccia via il gas e il drink diventa piatto in un minuto. Il colore deve essere uniforme dall'alto al basso e la schiuma si deve posare in pochi secondi. Servi subito, finché il vetro è ancora appannato fuori.

Dalle guarnigioni austriache alla regola del 3-2-1

La parola viene dal tedesco spritzen, spruzzare. Nell'Ottocento, quando il Veneto faceva parte dell'impero austriaco, i soldati di stanza trovavano i vini locali troppo forti e chiedevano uno spruzzo d'acqua nel bicchiere. Quel vino allungato, a volte con acqua frizzante, è stato il primo spritz, e a Venezia un bicchiere di bianco con una spruzzata di seltz si chiama ancora così.

L'amaro è arrivato dopo. L'Aperol nasce a Padova nel 1919, creato dai fratelli Luigi e Silvio Barbieri dopo sette anni di prove nell'azienda di liquori del padre: 11 gradi, arancia, rabarbaro, genziana e china, il resto della lista è ancora un segreto aziendale. La ricetta che quasi tutti intendono quando dicono spritz, prosecco più Aperol più soda sul ghiaccio, è degli anni Cinquanta, e nel 2011 l'International Bartenders Association l'ha messa nella sua lista dei cocktail ufficiali: 9 cl di prosecco, 6 cl di Aperol e uno spruzzo di soda, che la ricetta della stessa Aperol fissa a 3 cl, il terzo numero del 3-2-1.

Le proporzioni contano più di quanto sembri. L'Aperol è dolce e amaro insieme, con meno alcol della maggior parte dei bitter da aperitivo, e il prosecco, intorno agli 11 gradi, è secco e acido. Tre a due dà un bicchiere in cui lo zucchero dell'Aperol viene tagliato dall'acidità del vino e l'amaro si sente ancora in fondo al calice. La soda è una parte, e non è un ornamento: abbassa la gradazione a qualcosa che si può bere prima di cena senza compromettere la serata e allunga le bollicine. Porta l'Aperol a parti uguali e il drink diventa denso e dolce, come succede in molti bar fuori dall'Italia; scendi a una parte e stai bevendo prosecco aromatizzato.

Nel corso Spritz e Spaghetti il primo lo versiamo mentre l'impasto degli spaghetti riposa, e la domanda che sentiamo più spesso è perché abbia un sapore diverso da quello fatto a casa. La risposta è quasi sempre il ghiaccio, oppure l'ordine. Tutti e due sono nella sezione dopo.

Ordine, ghiaccio e bicchiere: dove uno spritz va storto, e le varianti da conoscere

Aperol per primo è l'errore che correggiamo più spesso. È l'istinto naturale, perché è la bottiglia che si prende per prima, ma l'Aperol è più denso del prosecco e, versato prima, resta sul fondo in uno strato sciropposo che il vino non solleva mai del tutto. Il primo sorso è dolce, l'ultimo è prosecco e basta. Prima il prosecco, poi l'Aperol: scende attraverso il vino e si mescola da solo strada facendo, e due giri di cucchiaio finiscono il lavoro.

Il ghiaccio è il secondo. La gente mette due o tre cubetti per paura di annacquare. È il contrario. Poco ghiaccio in molto liquido si scioglie in fretta e diluisce tutto entro cinque minuti; un calice pieno fino all'orlo tiene la temperatura e si scioglie piano. Cubetti grandi, appena usciti dal freezer, bicchiere pieno. Se il freezer fa cubetti piccoli e vuoti dentro, mettine ancora di più.

Il bicchiere è il terzo. Un tumbler va bene se non c'è altro, ma un calice con lo stelo tiene la mano lontana dal liquido e dà alle bollicine lo spazio per salire. Dieci minuti in freezer, se c'è posto. E l'arancia va dentro il bicchiere, non sul bordo: spinta tra i cubetti profuma il drink, agganciata all'orlo profuma il naso e nient'altro.

Sulle varianti: con il Campari al posto dell'Aperol viene uno spritz più secco e più amaro, quello che molti veneziani bevono davvero; con il Select, il bitter veneziano, e un'oliva verde al posto dell'arancia, hai la versione dei bacari di Venezia. Il Cynar, fatto con il carciofo, dà un bicchiere più scuro e più terroso. Fuori dall'Italia funziona qualsiasi spumante secco purché sull'etichetta ci sia brut o extra dry: cava, crémant, un sekt secco. Da evitare tutto ciò che è dolce o demi-sec, e da evitare l'acqua tonica al posto della soda, che porta zucchero e chinino suoi e trasforma il drink in un'altra cosa. L'acqua minerale molto frizzante è il sostituto onesto della soda.

Ingredienti

  • 9 cl di prosecco secco (brut o extra dry), appena tolto dal frigo

  • 6 cl di Aperol, anche lui dal frigo

  • 3 cl di soda o acqua minerale molto frizzante, freddissima

  • Mezza fetta di arancia sottile, con la buccia

  • Ghiaccio a cubetti, quanto basta per riempire il calice fino all'orlo, 5 o 6 cubetti grandi

  • 1 o 2 cubetti in più da aggiungere dopo la soda, se il livello è sceso

Procedimento

  1. 1

    Calice freddo, pieno di ghiaccio. Serve un calice da vino, non un bicchiere basso, riempito fino all'orlo con cubetti grandi, cinque o sei. Sembra troppo, non lo è: il ghiaccio che riempie il bicchiere si scioglie piano e tiene freddo, quello che sta sul fondo se ne va in pochi minuti e trasforma l'ultimo terzo in acqua arancione. Le bottiglie escono dal frigo in quel momento, prosecco e Aperol tutti e due.

  2. 2

    Prima il prosecco, 9 cl. Versalo sopra il ghiaccio, non lungo la parete, così la schiuma si posa. Sono le bollicine a portare in giro l'amaro dell'Aperol, quindi conta più una bottiglia appena aperta che una bottiglia costosa: il prosecco stappato ieri fa uno spritz piatto.

  3. 3

    Poi l'Aperol, 6 cl. Versato sopra il prosecco scende attraverso il ghiaccio e colora il bicchiere dal basso verso l'alto. Versato per primo, come fanno quasi tutti a casa, resta sul fondo in uno strato sciropposo che il prosecco non solleva mai del tutto: il primo sorso è dolce, l'ultimo è vino.

  4. 4

    Soda per ultima, 3 cl, e l'arancia. Uno spruzzo breve di soda o di acqua molto frizzante, freddissima, mezza fetta sottile di arancia spinta in mezzo al ghiaccio e due giri delicati con un cucchiaio lungo. Non mescolare come un cocktail, il gas se ne andrebbe. Si serve entro un minuto. Il colore deve essere arancione uniforme dall'alto al basso e la schiuma in superficie deve sparire in una decina di secondi.

Scritto da

Francesco Ieriti

Fondatore di Italian Cooking Classes in Rome e chef, con più di 14 anni nella ristorazione internazionale. Scrive le ricette di questo blog come vengono insegnate in classe a Piazza Margana 22: a persona, errori compresi.

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