Indice
Indice
La sera, quando il gruppo è appena entrato, nella nostra cucina di Piazza Margana 22 c'è già una padella d'olio a 150 gradi e un tagliere pieno di rondelle di zucchina. Qualcuno storce il naso: siamo venuti per gli spaghetti e ci fate friggere le verdure? Sì. Negli spaghetti alla Nerano ricetta e pazienza contano allo stesso modo, e la parte lunga sono le zucchine, non la pasta.
È un primo della penisola sorrentina, a Roma non è di casa, ma lo insegniamo nella serata spritz e spaghetti perché è la dimostrazione più chiara di una cosa che ripetiamo ogni volta: la crema si fa senza panna. Zucchine fritte, provolone del Monaco, acqua di cottura, basilico. Quattro cose e una padella tolta dal fuoco al momento giusto. Chi arriva da noi dopo averla mangiata in vacanza sulla costiera chiede sempre la stessa cosa: come fate a farla venire così, senza un filo di formaggio. La risposta sta nel formaggio, ma si comincia dalle zucchine.
Spaghetti alla Nerano ricetta per 4 persone: le dosi che usiamo in classe
Le dosi sono per quattro, con l'equivalente a persona tra parentesi, perché in classe contiamo così. Il piatto si moltiplica senza sorprese fino a otto; oltre, conviene friggere in due padelle.
- 320 g di spaghetti (80 g a persona), secchi, trafilati al bronzo se li trovi: la superficie ruvida trattiene la crema
- 700 g di zucchine (175 g a persona), medie, sode, verde scuro; quelle grosse e chiare sono piene d'acqua
- 150 g di provolone del Monaco (37,5 g a persona), grattugiato a fori grossi
- 30 g di parmigiano reggiano (7,5 g a persona, circa un cucchiaio ciascuno)
- 1 spicchio d'aglio intero, che esce dalla padella appena prende colore
- 30 g di olio extravergine per la padella, più circa 500 ml di olio per friggere
- 20 foglie di basilico (5 a persona), spezzate a mano, mai tagliate col coltello
- sale meno del solito, per l'acqua e per le zucchine appena fritte, e pepe nero macinato al momento
Quello che non c'è: panna, burro, cipolla, pecorino, pinoli, menta. Il tempo totale è di 35 minuti, 15 di preparazione e 20 di cottura, se le zucchine le friggi il giorno stesso.
Le zucchine fritte il giorno prima: a Nerano lo fanno quasi tutti
Il piatto nasce negli anni Cinquanta da Maria Grazia, una trattoria sulla spiaggia di Marina del Cantone, la baia sotto Nerano, frazione di Massa Lubrense. Le zucchine fritte erano il contorno della casa, il provolone quello dei Monti Lattari alle spalle, e a qualcuno venne in mente di metterli insieme sulla pasta. Da lì in poi ogni cucina della baia ha fatto la sua versione, e molte fanno una cosa che nei 35 minuti della ricetta non entra: friggono le zucchine il giorno prima e le lasciano una notte con sale e basilico.
Il perché si capisce assaggiandole. Appena fritta, una rondella sa di olio e di crosta. Dopo qualche ora sa di zucchina e di basilico, ha perso quel bordo di fritto e ha preso un fondo quasi dolce, e la crema poi la avvolge invece di scivolarci sopra. Una Nerano mangiata a Nerano sa più di verdura che di frittura, e il motivo è tutto qui.
In classe una notte davanti non ce l'abbiamo, quindi le friggiamo per prime e le lasciamo col basilico mentre il gruppo impasta gli spaghetti. A casa, se puoi, friggile la mattina per la sera: il piatto funziona anche senza riposo, ma la differenza si sente al primo boccone.
Provolone del Monaco: perché il formaggio è metà del piatto
Il Provolone del Monaco è una DOP dei Monti Lattari, dietro Sorrento, fatta con latte che viene almeno in parte da vacche agerolesi e stagionata per un minimo di sei mesi. È una pasta filata, cugina della mozzarella e del caciocavallo, ma con quei mesi addosso diventa decisa, leggermente piccante, con un fondo di nocciola che si sente anche dopo che le zucchine hanno detto la loro. Il consorzio che lo tutela è netto: con un altro formaggio sono spaghetti con zucchine e formaggio, non spaghetti alla Nerano. Siamo d'accordo. Solo che la maggior parte di chi passa dalla nostra cucina, tornato a casa, non lo troverà.
Allora si va per gradi. Il caciocavallo stagionato è la sostituzione più vicina, stessa famiglia e stesso comportamento in padella, con le stesse dosi. Poi un provolone piccante da banco. Se non c'è nulla di tutto questo, solo parmigiano, 150 g al posto del provolone: la crema viene più liquida e più sapida, quindi meno acqua alla fine e niente sale sulle zucchine. I 30 g di parmigiano della ricetta restano comunque, e sono lì per arrotondare il piccante del provolone stagionato.
Una cosa che il consorzio non scrive e che vediamo ogni sera: il formaggio va grattugiato a fori grossi e lasciato a temperatura ambiente almeno mezz'ora. Freddo di frigo e in polvere fine, appena tocca la pasta calda si impacca in una palla e non torna più indietro.
La crema senza panna: cosa succede davvero in padella
C'è sempre qualcuno convinto che sotto quella crema verde ci sia panna, o almeno burro, e guarda la padella con sospetto fino all'ultimo minuto. Poi vede i fili di provolone sparire in trenta secondi dentro l'acqua di cottura e cambia idea.
Il meccanismo è quello della cacio e pepe, con un formaggio diverso. L'acqua degli spaghetti è piena di amido, e quando la pasta finisce di cuocere in padella, tra le zucchine, quell'amido si concentra in un liquido denso e un po' colloso. Il formaggio fuso ha bisogno di quel liquido per restare disperso: grasso e proteine del provolone si legano all'amido invece di legarsi tra loro. Se l'acqua manca, o se la temperatura sale troppo, le proteine della pasta filata si contraggono, spremono fuori il grasso e restano fili gommosi su un fondo unto. Sopra i 70 gradi circa succede questo, ed è il motivo per cui la padella va tolta dal fornello prima che entri il formaggio, non dopo.
La panna aggirerebbe il problema, certo. Aggirerebbe anche il sapore: coprirebbe la nocciola del provolone e il dolce della zucchina fritta. Con l'amido e il grasso del formaggio la crema ce l'hai già, ed è verde chiaro, non bianca.
Il metodo, dalla frittura alla mantecatura
Le zucchine, per prime. Rondelle da 3 o 4 mm, con la mandolina se c'è, poi un passaggio sul canovaccio: una fetta bagnata fa crollare la temperatura dell'olio e bolle invece di friggere. Circa 500 ml di olio d'oliva in una padella alta, a 150 gradi, e dentro una rondella di prova, che deve sfrigolare subito senza che l'olio fumi. Una manciata alla volta, 5 o 6 minuti girandole una volta, fino al bordo dorato con il centro ancora morbido; per 700 g sono tre o quattro tornate. Ogni tornata sulla carta assorbente, sale subito, basilico spezzato sopra.
Gli spaghetti, solo 6 minuti. Più o meno metà di quello che dice la confezione, e a chi li assaggia sembrano crudi: al centro sono ancora bianchi e gessosi. Devono esserlo, perché l'altra metà della cottura la fanno in padella. Prima di scolare, due mestoli d'acqua torbida messi da parte.
La padella larga. 30 g di olio extravergine a fuoco medio con lo spicchio d'aglio intero, che esce dopo circa un minuto, appena biondo. Dentro le zucchine fritte e un mestolo di acqua di cottura, un minuto di fuoco: qualche rondella si disfa e il liquido diventa lattiginoso.
La risottatura, circa 3 minuti. Gli spaghetti scolati direttamente sulle zucchine, a fuoco medio, sempre in movimento, mezzo mestolo d'acqua ogni volta che il fondo si asciuga. Il segnale è doppio: il filo al dente senza cuore gessoso, e intorno un liquido denso che si attacca al cucchiaio.
Il formaggio, a fuoco spento. Padella sul piano di lavoro, non sul fornello spento, che su una piastra elettrica resta caldo a lungo. Il provolone in tre o quattro manciate, con una girata tra l'una e l'altra, poi il parmigiano, il basilico rimasto e un altro mestolo d'acqua. Trenta secondi di padella che si muove e il liquido diventa una crema verde chiaro che veste ogni spaghetto. Pepe nero, piatti caldi, in tavola.
Gli errori che vediamo in classe
La padella riempita tutta insieme. È l'errore più comune e il più comprensibile: sono tante rondelle e l'olio è già caldo. Il risultato sono zucchine grigie, molli, che bevono l'olio invece di dorarsi. Tre tornate corte battono una tornata lunga, sempre.
Le rondelle troppo sottili. A 2 mm bruciano prima di ammorbidirsi dentro. A 3 o 4 mm tengono il centro tenero e il bordo dorato.
Il formaggio sulla fiamma. Qualcuno lo butta mentre la padella è ancora sul fuoco, per paura che la pasta si raffreddi. Non si raffredda. Il provolone invece fila in quattro secondi, e da lì si torna indietro solo fino a un certo punto: se la crema è solo stretta, un cucchiaio d'acqua la salva; se ha fatto i fili lunghi, si impiatta com'è e si mangia lo stesso.
Il sale come per un sugo di pomodoro. Le zucchine sono salate, il provolone è sapido, il parmigiano pure. Chi sala l'acqua a occhio e assaggia solo alla fine si ritrova con un piatto che non si può correggere.
Gli spaghetti cotti fino in fondo. Se arrivano in padella già al dente, nei 3 minuti di risottatura scuociono e l'amido non fa in tempo a concentrarsi. Sei minuti e via.
Anticipo, avanzi e la versione con gli spaghetti freschi
Quasi tutto si fa prima. Le zucchine il giorno prima o la mattina, il formaggio grattugiato mezz'ora prima, l'acqua salata sul fuoco. Quello che non si anticipa sono gli ultimi dieci minuti, dalla pasta in pentola al piatto, e quelli vanno fatti con gli ospiti già seduti: questa crema si rapprende raffreddandosi e non c'è modo di tenerla in caldo senza farla filare. L'avanzo, il giorno dopo, è più vicino a una frittata che a una pasta.
Con gli spaghetti freschi tirati a mano, che è come la facciamo in classe, cambiano due numeri: la pasta cuoce 2 o 3 minuti invece di 6, e l'acqua lega più in fretta perché la pasta fresca rilascia più amido, quindi se ne usa un po' meno alla fine. Chi vuole provarci a casa trova la sfoglia nel nostro articolo sulla pasta fresca all'uovo: la proporzione è la stessa, cambia solo il taglio.
Dove impararla a Roma: la serata spritz e spaghetti
Nella nostra cucina di Piazza Margana 22, nel centro di Roma. Gli spaghetti alla Nerano sono uno dei due piatti del corso spritz e spaghetti: circa due ore e mezza in cui il gruppo impasta e tira gli spaghetti freschi a mano, cucina la Nerano e un piatto di spaghetti con le polpette, con lo spritz e il vino versati mentre si lavora e un caffè espresso alla fine, seduti a tavola davanti a quello che si è cucinato. Il ritmo è quello dell'aperitivo, non della lezione.
Chi vuole la cucina per il proprio gruppo trova la stessa serata in versione privata. Gli altri corsi sono nella pagina dei corsi di cucina.
In classe è il piatto che nessuno si aspetta: si entra per lo spritz e per la pasta fresca, si esce parlando di zucchine.
Dettagli ricetta
Gli spaghetti alla Nerano come li cuciniamo in Piazza Margana 22: zucchine a rondelle sottili fritte finché non prendono colore, provolone del Monaco sciolto nell'acqua di cottura a fuoco spento, basilico spezzato a mano e nient'altro. Niente panna, niente burro, niente formaggio buttato in padella sulla fiamma. La regola che ripetiamo in classe: le zucchine danno il sapore, il formaggio dà la crema, e tutti e due si rovinano se la padella è troppo calda quando si incontrano.

Preparazione
Taglia le zucchine a rondelle da 3 o 4 mm
Lava e spunta 700 g di zucchine e tagliale a rondelle da 3 o 4 mm, con la mandolina se ce l'hai, così friggono tutte alla stessa velocità. Stendile su un canovaccio pulito e tamponale: l'acqua che si portano in padella abbassa la temperatura dell'olio e le fette bollono invece di friggere. Scegli zucchine medie, sode, non più grosse di un manico di scopa. Quelle grandi sono piene d'acqua e si afflosciano.
Friggile a 150 °C, una manciata alla volta
Scalda circa 500 ml di olio d'oliva in una padella alta fino a 150 °C: una rondella buttata dentro deve sfrigolare subito senza che l'olio fumi. Friggi le zucchine una manciata alla volta per 5 o 6 minuti, girandole una volta, finché il bordo è dorato e il centro ancora morbido. Se riempi la padella l'olio si raffredda e ti ritrovi dischi grigi e unti. Scola ogni tornata sulla carta assorbente, sala subito e spezzaci sopra qualche foglia di basilico.
Grattugia il formaggio a fori grossi
Grattugia 150 g di provolone del Monaco e 30 g di parmigiano con i fori grandi, in due ciotole separate, e lasciali a temperatura ambiente. I fili grossi si sciolgono uno dopo l'altro mentre giri; la polvere fine di un pezzo freddo si impacca in una palla gommosa appena tocca la pasta calda. Intanto porta a bollore una pentola grande d'acqua e salala meno del solito: di sale il formaggio ne porta già parecchio.
Cuoci gli spaghetti solo 6 minuti
Butta 320 g di spaghetti nell'acqua che bolle e cuocili per circa 6 minuti, più o meno metà del tempo stampato sulla confezione. Mordine uno: deve essere ancora bianco e gessoso al centro, perché la seconda metà della cottura avviene in padella, tra le zucchine e il loro amido. Prima di scolare, tieni almeno due mestoli di acqua torbida a portata di mano, vicino al fornello.
Scalda le zucchine in padella
Mentre la pasta cuoce, scalda 30 g di olio extravergine in una padella larga a fuoco medio con uno spicchio d'aglio intero. Quando l'aglio diventa biondo, dopo circa un minuto, toglilo. Aggiungi le zucchine fritte e un mestolo di acqua di cottura e lasciale stufare un minuto: le rondelle si ammorbidiscono, qualcuna si disfa e il liquido si fa lattiginoso. Quella è la base del sugo.
Finisci la pasta in padella come un risotto
Scola gli spaghetti direttamente sulle zucchine e muovili a fuoco medio per circa 3 minuti, aggiungendo mezzo mestolo di acqua di cottura ogni volta che il fondo della padella si asciuga. Assaggia un filo: deve essere al dente senza il cuore gessoso, e il liquido intorno deve essere denso e un po' colloso. Se la padella è asciutta, l'acqua va aggiunta adesso, non dopo il formaggio.
Sciogli il formaggio a fuoco spento e servi
Togli la padella dal fornello e appoggiala sul piano. Aggiungi il provolone in tre o quattro manciate, girando tra una e l'altra, poi il parmigiano, il basilico rimasto spezzato a mano e un altro mestolo di acqua di cottura. Continua a girare per 30 secondi: il liquido si trasforma in una crema verde chiaro che avvolge la pasta senza fare fili di formaggio. Pepe nero, piatti caldi, e in tavola subito. Questa crema si rapprende in due minuti.
Perché il provolone fila invece di fare la crema
L'errore che vediamo più spesso è una palla di formaggio ferma in mezzo alla padella, con la pasta intorno che resta asciutta. Succede quando il provolone entra sulla fiamma. Il provolone è un formaggio a pasta filata, la stessa famiglia della mozzarella, e sopra i 70 °C circa le sue proteine si ritirano in fili e spremono fuori il grasso. Sotto quella soglia, con abbastanza acqua amidacea intorno, si scioglie nel liquido e tiene. Quindi prima la padella esce dal fornello, poi entra il formaggio, in tre o quattro manciate con una girata tra l'una e l'altra. Guarda la crema formarsi sull'ultima manciata: se dopo trenta secondi non c'è, aggiungi un cucchiaio d'acqua e continua a girare. Non il fuoco.
Il formaggio freddo fa lo stesso danno dall'altro lato. I fili appena usciti dal frigo abbassano la temperatura della padella e si impaccano prima di avere il tempo di sciogliersi, quindi grattugia il provolone mezz'ora prima e lascialo sul piano. E impara a fermarti: una crema soltanto stretta torna con un cucchiaio d'acqua, ma i fili lunghi di formaggio che tengono la forma non tornano indietro, e la fiamma li trasforma solo in gomma. Impiatta così com'è: di Nerano sa lo stesso.
Il secondo posto in cui le cose vanno storte è la frittura. Zucchine tagliate troppo spesse, o buttate bagnate, o tutte in un mucchio: la temperatura dell'olio crolla, le fette ci restano dentro e lo bevono, e ne escono grigie e pesanti invece che dorate e dolci. Settecento grammi vogliono dire tre o quattro tornate, e non esiste scorciatoia che valga la pena.
Poi l'acqua di cottura. La gente scola gli spaghetti nel lavandino per abitudine e perde l'unica cosa che trasforma il formaggio fuso in un sugo. Metti da parte due mestoli prima di scolare, e se la padella sembra asciutta dopo il formaggio, il rimedio è l'acqua. Mai altro formaggio, mai la fiamma. Il sale è l'errore silenzioso: le zucchine si salano dopo la frittura, il provolone è sapido, il parmigiano anche. Sala l'acqua della pasta meno di quanto faresti per un sugo di pomodoro e assaggia prima di aggiungere qualunque cosa alla fine.
Provolone del Monaco, e cosa usare fuori dall'Italia
Il Provolone del Monaco è una DOP dei Monti Lattari, alle spalle di Sorrento, fatta con latte che viene almeno in parte da vacche agerolesi e stagionata per un minimo di sei mesi. Giovane è dolce e burroso; alla stagionatura che il piatto vuole è deciso, un po' piccante, con un finale di nocciola che si sente attraverso le zucchine. Il consorzio che lo tutela su questo non fa sconti: cucinato con un altro formaggio, questo è uno spaghetto con zucchine e formaggio, non uno spaghetto alla Nerano. Siamo d'accordo, e sappiamo anche che la maggior parte dei nostri ospiti a casa non lo troverà.
Il caciocavallo è la sostituzione più vicina: stessa famiglia, stessa pasta filata, e uno stagionato si comporta allo stesso modo in padella. Stessi 150 g e stessi 30 g di parmigiano. Un provolone piccante ben stagionato da banco gastronomia è la scelta successiva e si scioglie un filo più facilmente. Se dove vivi non trovi né l'uno né l'altro, fallo con il solo parmigiano, 150 g, e aspettati una crema più liquida e più salata: meno acqua di cottura alla fine e niente sale sulle zucchine.
Sulle zucchine: quelle piccole, verde scuro, hanno meno acqua e più sapore di quelle chiare e grosse. Se trovi solo zucchine grandi, affettale, salale appena e lasciale in uno scolapasta per venti minuti prima di asciugarle e friggerle. L'olio per friggere è olio d'oliva in tutte le cucine napoletane che conosciamo; un olio di semi neutro le frigge altrettanto bene ed è quello che molti preferiscono a casa.
Sulla pasta: spaghetti secchi, trafilati al bronzo se possibile, perché la superficie ruvida trattiene la crema. Nella classe in cui cuciniamo questo piatto tutti tirano gli spaghetti freschi a mano; se condisci la Nerano con la pasta fresca, cuocila 2 o 3 minuti invece di 6 e aspettati che l'acqua leghi più in fretta, quindi usane un po' meno.
Da una baia sotto Sorrento al tavolo dell'aperitivo a Roma
Il piatto nasce negli anni Cinquanta da Maria Grazia, una trattoria sulla spiaggia di Marina del Cantone, la baia sotto Nerano, frazione di Massa Lubrense sulla penisola sorrentina, dove le zucchine fritte erano già il contorno della casa e a qualcuno venne in mente di scioglierci sopra il formaggio locale insieme alla pasta. Oggi ogni trattoria di quella baia ha la sua versione. Molte friggono le zucchine il giorno prima e le lasciano una notte con sale e basilico, così le fette assorbono l'erba e perdono il sapore di fritto, ed è per questo che una Nerano mangiata a Nerano sa più di zucchina che di frittura. Se hai tempo, un'ora di riposo con il basilico ti porta già a metà strada; non la contiamo nei tempi della ricetta perché il piatto funziona anche senza.
Si serve come primo, da solo, senza altro formaggio in tavola e senza altra decorazione che una foglia di basilico. Non aspetta: la crema si rapprende raffreddandosi, quindi i piatti escono nel momento in cui la padella smette di muoversi, e l'avanzo diventa qualcosa di più vicino a una frittata che a una pasta.
Nella nostra cucina di Piazza Margana 22 è uno dei piatti della serata spritz e spaghetti, una classe di circa due ore e mezza in cui il gruppo tira gli spaghetti freschi a mano, cucina questo piatto e un piatto di spaghetti con le polpette, e nel frattempo si beve uno spritz. È il piatto che sorprende di più, perché nessuno entra aspettandosi tanto da zucchine e formaggio.
Ingredienti
320 g di spaghetti, 80 g a persona, trafilati al bronzo se li trovi
700 g di zucchine, 175 g a persona, a rondelle da 3 o 4 mm
150 g di provolone del Monaco, 37,5 g a persona, grattugiato a fori grossi (caciocavallo o parmigiano fuori dall'Italia)
30 g di parmigiano reggiano, 7,5 g a persona, circa un cucchiaio ciascuno
1 spicchio d'aglio, intero, da togliere appena prende colore
30 g di olio extravergine d'oliva per la padella, più circa 500 ml per friggere
20 foglie di basilico, 5 a persona, spezzate a mano
Sale per l'acqua della pasta e per le zucchine fritte, meno del solito
Pepe nero macinato al momento
Procedimento
- 1
Si comincia dalle zucchine, che sono la parte lunga. Settecento grammi a rondelle da 3 o 4 mm, asciugate bene e fritte in olio d'oliva a 150 °C, una manciata alla volta, 5 o 6 minuti per ogni tornata finché il bordo non diventa dorato. Salale sulla carta assorbente e spezzaci sopra qualche foglia di basilico mentre sono ancora calde.
- 2
Il formaggio si grattugia mentre l'acqua arriva a bollore. Centocinquanta grammi di provolone del Monaco e 30 g di parmigiano, tutti e due a fori grossi, così i fili si sciolgono uno alla volta invece di impaccarsi in un blocco. Gli spaghetti, 320 g, cuociono in acqua salata per circa 6 minuti, la metà del tempo scritto sulla confezione, perché il resto della cottura avviene in padella.
- 3
Le zucchine si scaldano in una padella larga con 30 g di olio extravergine e uno spicchio d'aglio che esce appena prende colore. Un mestolo di acqua di cottura, un minuto di fuoco, e le rondelle cominciano a sfaldarsi nel liquido.
- 4
La pasta si finisce in padella, come un risotto. Scola gli spaghetti direttamente sulle zucchine e continua a girare per circa 3 minuti, aggiungendo acqua di cottura ogni volta che il fondo si asciuga, finché sono al dente e avvolti in un liquido denso di amido.
- 5
Il formaggio entra a fuoco spento, mai acceso. Sposta la padella dal fornello, aggiungi il provolone in tre o quattro manciate girando tra una e l'altra, poi il parmigiano, il resto del basilico e un altro mestolo d'acqua. Trenta secondi di movimento e il liquido diventa una crema verde chiaro che si attacca a ogni filo. Pepe nero e in tavola.
Scritto da
Francesco Ieriti
Fondatore di Italian Cooking Classes in Rome e chef, con più di 14 anni nella ristorazione internazionale. Scrive le ricette di questo blog come vengono insegnate in classe a Piazza Margana 22: a persona, errori compresi.



